Stampa

Emocromatosi classica o Tipo 1

Aspetti clinici

L'emocromatosi classica o Tipo 1 è una patologia caratterizzata da un eccessivo assorbimento intestinale di ferro che tende ad accumularsi inizialmente a livello epatico e successivamente ad altri organi.

Il ferro (Fig.1) introdotto con gli alimenti viene assorbito a livello intestinale, prevalentemente nel duodeno, passa nel circolo sanguigno dove si lega alla transferrina (Tf) che lo trasporta o al fegato per essere depositato come ferritina o agli organi che lo utilizzano (muscoli, midollo osseo,...).

ciclo ferro x sito
Fig.1 - Ciclo del ferro

Il midollo produce i globuli rossi (GR) che incorporano il ferro, indispensabile per la funzione di trasporto di ossigeno; i globuli rossi invecchiati vengono demoliti nella milza e liberano il ferro che torna nel circolo sanguigno per essere riutilizzato.

L'eccesso di ferro è causa di danni al fegato (cirrosi epatica talvolta complicata da epatocarcinoma), cardiopatie, diabete mellito, artropatie, osteoporosi, ipogonadismo ipogonadotropo, affaticamento cronico, iperpigmentazione cutanea. Le anomalie biochimiche comprendono l'aumento del ferro sierico, del coefficiente di saturazione della transferrina e dei livelli di ferritina sierica. L'età di esordio della malattia varia dai 30 ai 50 anni e le manifestazioni cliniche sono più frequenti nei maschi, poiché nelle donne il ferro in eccesso viene eliminato tramite il flusso mestruale o la gravidanza. L'emocromatosi classica è descritta esclusivamente nelle popolazioni caucasiche con una frequenza di 1 su 300 nel Nord Europa e circa 1 su 1.000 in Italia.

 

Aspetti genetici

L'emocromatosi di tipo 1 è una malattia monogenica che si trasmette con modalità autosomica recessiva, causata da mutazioni, cioè alterazioni del DNA, che insorgono nel gene HFE, localizzato sul cromosoma 6. Il gene HFE codifica per una proteina che rappresenta il "sensore" del ferro; in condizioni normali la proteina si trova sulla superficie delle cellule del tratto intestinale e grazie alla sua funzione di sensore regola l'assorbimento di ferro. La mutazione più frequente del gene HFE, nota come C282Y, determina la produzione di una proteina alterata che non si esprime sulla superficie delle cellule intestinali che quindi in assenza del "sensore" sono predisposti ad assorbire una maggiore quantità di ferro. Un'altra mutazione (H63D) permette alla proteina di esprimersi sulla superficie delle cellule dell'intestino ma non di svolgere la funzione di sensore, portando così ad un sovraccarico di ferro. Nella popolazione generale il 60-90% dei pazienti (64% in Italia con gradiente descrescente da Nord a Sud) con emocromatosi classica è omozigote per la mutazione C282Y, il 5% eterozigote composto C282Y/H63D con manifestazioni cliniche meno gravi e l'1-2% omozigote per H63D che sviluppa sovraccarico di ferro solo in associazione con altri fattori di rischio. Recentemente è stata riscontrata un'altra mutazione (S65C) che quando è ereditata con la C282Y o la H63D, sembra associata ad un moderato accumulo di ferro e quindi un aumentato rischio di sviluppare una forma lieve di emocromatosi.

Test genetico

In Eurogenlab è disponibile un test genetico per l'identificazione delle tre principali mutazioni del gene HFE, C282Y, H63D e S65C; il test consente inoltre di individuare il genotipo HFE, ovvero di definire per ciascuna delle tre mutazioni se il paziente che si sottopone al test è omozigote normale o mutato, eterozigote (portatore sano), eterozigote composto.

Consulenza genetica

Il laboratorio Eurogenlab fornisce anche un servizio di consulenza genetica attraverso il quale i pazienti e i loro familiari vengono informati, in termini comprensibili sul rischio di trasmissione della malattia all'interno della famiglia, sulle possibilità di diagnosi e trattamento.

Tempi di risposta

Il risultato del test sul DNA per la ricerca delle mutazioni nel gene HFE è disponibile dopo 10 giorni dal prelievo.

Materiale analizzato

DNA estratto da linfociti di sangue periferico raccolto in provette con EDTA.

Fonti bibliografiche e sitografiche
Malattie genetiche – Cao, Dalla Piccola, Notarangelo – Piccin (2004)

TAGS: consulenza genetica, eterozigote, eterozigote composto, gene, genotipo, malattia genetica monogenica, mutazione, omozigote, portatore sano, trasmissione autosomica recessiva