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Test Anti-aging

 

Aspetti generali

L'invecchiamento (Aging o Ageing) può essere considerato un processo multifattoriale, prodotto dell'interazione tra fattori genetici, ambientali e stile di vita. Nell'uomo, l'età avanzata è caratterizzata dall'insorgenza di alcune patologie che, benché non siano di per sé espressione di invecchiamento, sono però strettamente associate alla vecchiaia, in quanto il declino fisiologico dovuto alla progressione dell'età è un fattore centrale nel determinare l'incremento di rischio che l'anziano ha di sviluppare tali patologie. Nel corso del tempo moltissimi studi sono stati indirizzati all'identificazione degli eventi biologici a cui potrebbe essere imputabile il deterioramento progressivo che si verifica in concomitanza con l'invecchiamento. Attualmente una delle teorie maggiormente accreditate è basata sul ruolo primario svolto dai Radicali Liberi e fornisce un modello plausibile e generale per spiegare il processo dell'invecchiamento. Questo processo è associato ad uno sbilanciamento fra l'eccessiva produzione di fattori ossidanti, i radicali liberi, e la diminuzione delle difese antiossidanti, che alla fine si manifesta sotto forma di danno per l'organismo (stress ossidativo).

I radicali liberi dell’ossigeno (ROS) e dell’azoto (RNS), oltre a effetti nocivi, hanno anche la funzione di messaggeri molecolari, ovvero sono in grado di indurre la produzione di molecole che possono determinare uno stato di infiammazione e che a loro volta causano la produzione di ROS e RNS. È possibile che in determinate condizioni quali l'invecchiamento o le patologie ad esso associate, si inneschi un ciclo di risposte che generano il danno cellulare e il deterioramento degli organi bersaglio. L'infiammazione, quindi, svolge un ruolo centrale nell'ambito di questo processo invecchiamento - stress ossidativo.

L'infiammazione è una reazione verso agenti patogeni di qualsiasi natura attraverso cui l'organismo si difende, innescando i processi del sistema immunitario. L'obiettivo del processo infiammatorio è di liberare l'organismo da ogni entità che generi danno cellulare (microorganismi, tossine, ecc.) o dagli effetti del danno stesso (cellule morte, tessuti necrotici). L'infiammazione distrugge, diluisce o contiene l'agente nocivo ed allo stesso tempo innesca una serie di eventi che riparano e ricostituiscono il tessuto danneggiato. Una funzione critica dell'infiammazione è il reclutamento, nel sito danneggiato, delle cellule del sistema immunitario, i leucociti. Questi ingeriscono e gli agenti tossici, uccidono i microorganismi, degradano il tessuto necrotico e gli antigeni estranei. I leucociti, liberando enzimi, mediatori chimici e radicali dell'ossigeno o dell'azoto, sostengono l'infiammazione e, oltre a ricoprire un ruolo protettivo possono, in alcuni casi, indurre danni nei tessuti circostanti. Nel caso in cui, a causa di un alterato meccanismo regolatorio, lo stato infiammatorio si prolunghi, l'infiammazione può diventare nociva e
risultare implicata nella patogenesi di numerose malattie. L'infiammazione acuta rappresenta la risposta immediata ad un agente dannoso, è di durata relativamente breve, va da minuti ad alcuni giorni, ed è principalmente caratterizzata dalla formazione dell'edema e dalla migrazione dei leucociti (granulociti neutrofili). L'infiammazione cronica, generalmente il risultato di stimoli persistenti, è di durata più lunga ed è caratterizzata, dal punto di vista istologico, dalla presenza di altri tipi di cellule leucocitarie (linfociti e macrofagi), dalla proliferazione dei vasi sanguigni e dalla fibrosi o dalla necrosi del tessuto. Le cellule coinvolte nell'infiammazione cronica vengono reclutate nel sito dell'infiammazione, si attivano e rilasciano innumerevoli fattori solubili che mediano il danno e la fibrosi del tessuto. Di grande rilevanza fra questi mediatori sono le citochine, molecole di natura proteica, che agiscono anche a bassissime concentrazioni, interagendo mediante legami ad alta affinità con recettori specifici espressi sulle cellule bersaglio. Le citochine mediano la comunicazione intercellulare intervenendo nell'indirizzo, nella regolazione e nella terminazione dei processi infiammatori.

L'intero sistema immunitario dell'anziano è soggetto ad un complessivo declino
caratterizzato sia da una deregolazione dei processi infiammatori, sia da una
ridotta capacità della risposta immunitaria nel discriminare tra molecole
estranee e proprie dell'organismo. Per quanto riguarda l'alterazione della
regolazione dei processi infiammatori, con l'invecchiamento aumentano i livelli
di citochine proinfiammatorie. Tuttavia, l'aumento delle molecole infiammatorie
nell’anziano è molto inferiore a quello osservato durante l'infiammazione
acuta, indicando che l'invecchiamento è associato ad una risposta infiammatoria
cronica, ma di intensità ridotta. Inoltre, i radicali liberi, i cui livelli
sono innalzati negli anziani, potrebbero contribuire alla perpetuazione di
questa forma infiammatoria che rappresenta, quindi, un evento importante in
grado di contribuire al danno e alla degenerazione caratteristica
dell'invecchiamento.

Aspetti genetici

I meccanismi di difesa che una cellula può attivare contro specie chimiche pericolose (radicali liberi) sono numerosi; particolare importanza rivestono enzimi come la superossido dismutasi 2 manganese dipendente mitocondriale (SOD2), la glutaione perossidasi 1 (GPX1) e come abbiamo già detto, le citochine, fondamentali nella risposta infiammatoria, in particolare il TNF-alpha. L’idea del test ANTI-AGING che consiste nell’analizzare i polimorfismi in alcuni dei geni che giocano un ruolo chiave nei processi di ossidazione e infiammazione deriva dal fatto che, come dimostrato da diversi studi pubblicati, essi possono rappresentare per gli individui portatori un rischio di sviluppare una determinata malattia, influire sulla longevità o sul decorso della malattia stessa. Nel pannello è incluso anche lo studio dei polimorfismi dell’enzima metilentetraidrofolatoreduttasi (MTHFR) coinvolto nel metabolismo dell’acido folico, importante in diverse reazioni metaboliche tra cui la trasformazione dell’omocisteina nell’aminoacido metionina, nella sintesi dell'emoglobina, nella proliferazione e differenziazione cellulare. Tra le parti del corpo che più spesso si associano all'idea di invecchiamento vi è sicuramente la pelle, in particolare quella del viso è lo specchio della nostrà età. L'unica maniera per ritardare gli effetti del tempo sulla nostra cute è la prevenzione; avere informazioni sulle caratteristiche (compattezza ed elasticità) che sono alla base della struttura cutanea permettere di attuare misure, in diversi ambiti, per contrastare l'azione del tempo e dell'ambiente. Compattezza ed elasticità della pelle sono determinate geneticamente principalmente da due geni, COL1A1 (collagene di tipo 1) ed ELN (elastina). Il test permette di rilevare la presenza di varianti che possono regolare l'attività di suddetti geni ed avere effetti diversi sulla struttuta della cute.

Tempi di risposta

Il risultato del test Anti-aging è disponibile dopo 15 giorni dal prelievo. Tecnobios Prentale Eurogenlab srl offre un servizio di consulenza nutrigenetica pre e post-test e il nostro personale sarà lieto di rispondere ad ogni vostra domanda.

Materiale analizzato

DNA estratto da cellule della mucosa buccale prelevate mediante tampone cotonato o cytobrush; in alternativa DNA estratto da linfociti di sangue periferico raccolto tramite prelievo venoso in provette con EDTA.

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