Stampa

Bitest

Aspetti generali
Il bitest o duotest consiste nel dosaggio nel sangue materno di un ormone, la frazione libera della gonadotropina corionica (beta-HCG) e della proteina A plasmatica associata alla gravidanza (PAPP-A), prodotti dalla placenta, che possono subire variazioni in presenza di un cariotipo patologico.

  • beta –HCG
    La beta-HCG è presente nel sangue materno fin dall’inizio della gravidanza e la sua concentrazione diminuisce con l’avanzare della gestazione. In presenza di feto con trisomia 21 (sindrome di Down) i livelli di beta-HCG risultano superiori a quelli rilevati in gravidanze con feto normale. Più alto è il valore di beta-HCG maggiore è il rischio di trisomia 21. Per le trisomie 13 e 18 i valori sono diminuiti; nel caso di aneuploidie dei cromosomi sessuali il livelli sono normali.
  • PAPP-A
    La quantità di PAPP-A nel sangue materno, normalmente, aumenta con il progredire della gravidanza. In presenza di feto con trisomia 13, 18, 21 o alterazioni numeriche dei cromosomi sessuali i valori ematici risultano inferiori a quelli rilevati per feti con cariotipo normale. Più basso è il valore di PAPP-A maggiore è il rischio di anomalia cromosomica fetale.

L’associazione del bitest con la valutazione ecografica della traslucenza nucale del feto e l’età materna (test combinato) fornisce alla gestante il rischio personalizzato (attendibilità superiore del 90%) di avere un feto affetto da patologia cromosomica e quindi, sulla base dell’entità del rischio, la possibilità di decidere se eseguire la diagnosi prenatale mediante villocentesi o amniocentesi.

Come e quando si esegue
Viene eseguito un prelievo di sangue venoso materno tra la la 11^+0 e 13^+6 settimana di gravidanza. Non è necessario il digiuno.

Tempi di risposta
Entro 7 giorni dal prelievo