Beta-Thalassemia

Aspetti clinici

Si definiscono talassemie disordini patologici relativi alla mancata (variante°) o alla ridotta (variante+) sintesi delle catene globiniche (a, b e d) che compongono l’emoglobina (Hb) umana, ovvero la proteina localizzata nei globuli rossi del sangue in grado di trasportare l’ossigeno attraverso l’organismo. Questa categoria di malattie monogeniche (l’insorgenza della malattia è legata all’alterazione di un singolo gene e si presentano come patologie con ereditarietà familiare) sono classificate a diversi livelli:

  • Clinico: gravità di insorgenza della talassemia.
  • Genetico: riferito alla tipologia di catena globinica coinvolta.
  • Molecolare: sulla base della mutazione del gene globinico specifico.

In esse si distingue la beta-talassemia la cui espressione clinica in soggetti omozigoti (entrambi alleli mutati per medesima mutazione) ed eterozigoti composti (portatori di due mutazioni in eterozigosi, ovvero un allele mutato e uni normale, nel gene beta-globinico) si manifesta con anemia causata dalla distruzione nel midollo osseo dei precursori dei globuli rossi. I primi sintomi della malattia sono rilevabili già a sei mesi dalla nascita con ingrossamento del fegato e milza (epatosplenomegalia) e alterazioni ossee.

Una soluzione temporanea per il trattamento della beta-talassemia consiste in trasfusioni periodiche le quali permettono di eliminare il ferro accumulatosi; al contrario una cura a tale patologia prevede il trapianto che nell’80-90% dei casi porta ad una guarigione dell’affetto. Un portatore sano, pur essendo clinicamente asintomatico, presenterà una riduzione del volume dei globuli rossi, dell’emoglobina media e un aumento dell’HbA2 (componente minore dell’emoglobina umana).

L’incidenza della beta-talassemia è equivalente all’1,5% della popolazione mondiale con circa 90.000 portatori sani (ovvero non presentano i sintomi della malattia) e 400.000 affetti entrambi distribuiti nelle aree geografiche precedentemente interessate da casi malarici (l’eterozigosità risulta essere un fattore protettivo per l’infezione da Plasmodium falciparum) come bacino Mediterraneo, Medio Oriente, Sud-Est Asiatico ed Estremo Oriente. In Italia si contano circa 5-6.000 malati di cui 1.000 nella sola Sardegna.

Aspetti genetici

La beta-talassemia, è una patologia autosomica recessiva che si presenta con una ridotta (beta+) o assente (beta°) produzione della catena beta dell’HbA (componente maggiore dell’emoglobina umana). Le alterazioni a carico del gene beta-globinico, responsabili dell’insorgenza della beta-talassemia, si identificano con mutazioni puntiformi (sostituzione, inserimento o perdita di un nucleotide, ovvero l’unità fondamentale della molecola di DNA) o delezioni grossolane (perdita di un maggior numero di nucleotidi) ed entrambe le tipologie mutazionali coinvolgono diversi livelli di espressione del suddetto gene.

Test genetico

Il test eseguito nel nostro centro permette di identificare le 25 principali mutazioni del gene della beta-globina, responsabili della beta° e beta+.

Tempi di risposta

Il risultato delle analisi è disponibile dopo 10 giorni lavorativi dal prelievo ematico.

Materiale analizzato

DNA estratto da linfociti di sangue periferico (in provetta con EDTA) o da cellule della mucosa orale prelevate mediante tampone di cotone a secco.

Bibliografia

Cao A., Dallapiccola B., Notarangelo L. D., Malattie Genetiche-Diagnosi, Prevenzione e Terapia, Piccin, 2004 Sardegna Salute, Incidenza della talassemia, in www.sardegnasalute.it, 2019